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QUERCO-CARPINETO DELL'ALTA PIANURA

QUERCO-CARPINETO DELL’ALTA PIANURA 
Il Querco-carpineto della dell’Alta Pianura lombarda risulta pressoché confinato tra le province di Varese e Milano. É una tipologia termicamente esigente, legata alle pianure di origine alluvionale, che si instaura su substrati sciolti, con tessitura prevalentemente sabbiosa e humus di tipo Moder. In genere è governata a fustaia. Lo strato arboreo è caratterizzato dalla presenza dominante di farnia (Quercus robur) e codominante di carpino bianco (Carpinus betulus), anche se localmente si rinvengono cospicuamente la robinia (Robinia pseudacacia) e il ciliegio tardivo (Prunus serotina), in particolare nelle fustaie con struttura biplana; specie minoritarie sono soprattutto rappresentate da acero campestre (Acer campestre), betulla (Betula pendula), ciliegio selvatico (Prunus avium) e rovere (Quercus petraea). Si tratta nel complesso di una formazione fortemente ridotta a causa dell’urbanizzazione e dell'espansione delle terre coltivate. Più recentemente, i Querco-carpineti sono stati sostituiti da formazioni a dominanza di esotiche, spontaneamente diffusesi oppure introdotte artificialmente; questa tendenza è ancor più accentuata dalla difficoltà di affermazione della rinnovazione del carpino e in maggior misura della farnia, in prevalenza dovuta alla mancata applicazione di una corretta prassi di gestione forestale, che limiti le infiltrazioni di specie esotiche e nel contempo mantenga idonee condizioni ecologiche per la rinnovazione della farnia (ad esempio con gestione a fustaia chiara). Lo stato fitosanitario degli esemplari di farnia è inoltre nel complesso piuttosto compromesso.

Nel PLIS i Querco-carpineti occupano una superficie ridotta, circa 2 ha, pari al 0.2% della superficie occupata dalle tipologie forestali. Tuttavia, la reale estensione sembra alquanto ridotta sulla base dei dati a disposizione (AA.VV., 2006).


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