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ROBINIETO PURO

ROBINIETO PURO 
La robinia è una pianta spiccatamente eliofila, considerata una “specie pioniera intollerante”, cioè non in grado di costituire popolamenti puri che risultino stabili nel tempo. Per quanto attiene alla sua riproduzione, nonostante un’abbondante produzione di seme e con annate di pasciona frequenti, la rinnovazione gamica in natura è piuttosto difficile e rara a causa della durezza e della consistenza del tegumento del seme. Più frequente è la rinnovazione agamica, favorita da una spiccata facoltà pollonifera, sia caulinare sia radicale. I polloni si sviluppano da rudimentali gemme dormienti, presenti nelle ramificazioni delle radici più vecchie, oppure da gemme avventizie che si formano lungo le radici sottili orizzontali di 1-2 anni. Nell’evoluzione naturale, la robinia non sembra in grado di opporsi alla competizione esercitata dalla vegetazione spontanea, che tende a riprendere il sopravvento quando i soggetti invecchiano. La copertura, spesso regolare e colma nei giovani Robinieti, non permette però l’ingresso di altre specie poco tolleranti le carenze di luce e più in generale di specie pioniere, ma più spesso, quando vi è la presenza di piante portaseme, specie maggiormente tolleranti l'ombra quali il carpino bianco, gli aceri, gli olmi, il frassino maggiore e il ciliegio, nonché le querce. I boschi di robinia non sono accompagnati da uno specifico corredo floristico. Tuttavia, a fronte di un generale impoverimento delle specie proprie della vegetazione potenziale, si ha l'ingresso di alcune specie indicatrici di disturbo, quali l’uva turca (Phytolacca americana), i rovi (Rubus fruticosus agg.) e il sambuco (Sambucus nigra). Queste specie potrebbero essere avvantaggiate anche dalla particolare lettiera che si forma sotto il robinieto, prodotta da foglie il cui contenuto in azoto è 1,5-2 volte superiore a quello delle altre latifoglie grazie alla nota azione azoto-fissatrice di batteri simbionti, presenti nelle radici.

Il Robinieto puro risulta essere diffuso in tutta la fascia planiziale lombarda. É una formazione di sostituzione, che spesso si instaura direttamente in concomitanza all’abbandono dei coltivi e dei prati falciati. Ordinariamente è governato a ceduo, con frequenti tagli che favoriscono la rinnovazione agamica della robinia a discapito delle specie autoctone. É auspicabile una riconversione dei Robinieti verso boschi fitogeograficamente ed ecologicamente più in equilibrio con il contesto territoriale, ad esempio mediante il semplice invecchiamento degli esemplari di Robinia e l’agevolazione dell’immissione di specie autoctone sia per rinnovazione naturale sia per sottopiantagioni. Nel PLIS i Robinieti puri sono il tipo forestale più diffuso, occupando una superficie di circa 643 ha, pari al 69.2% della superficie complessiva occupata dalle tipologie forestali.


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