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BOSCHI DI LATIFOGLIE ESOTICHE
Si tratta di boschi caratterizzati dalla dominanza di robinia (Robinia pseudacacia), ciliegio tardivo (Prunus serotina) e quercia rossa (Quercus rubra), tutte specie esotiche naturalizzate che, singolarmente o nell’insieme, presentano una copertura superiore al 70%. Spesso la presenza di specie esotiche è così massiccia da sostituire completamente le specie delle formazioni originarie. La composizione floristica degli strati arbustivo ed erbaceo si presenta generalmente povera. Ove il contatto con formazioni a buon grado di naturalità è più diretto, il corteggio floristico ricalca invece quello dei boschi originari. La robinia è specie originaria del Nord America, importata in Europa per la prima volta nel 1601 ed introdotta in Italia circa due secoli dopo. Nel varesotto l’introduzione della robinia sarebbe avvenuta in pianura e in collina, e la specie avrebbe proceduto da sud verso nord a partire dal 1800 circa, dapprima come pianta ornamentale, quindi utilizzata per recinzioni, ed infine per alberare brughiere e terreni sterili (Banti, 1949). Essendo una specie frugale, adatta cioè a colonizzare svariati tipi di terreno, con alta velocità di crescita e capacità pollonifera, dà luogo a formazioni pure soprattutto in pianura, che sostituiscono prevalentemente i boschi ascrivibili al Querco-Carpineto. La grande varietà di ambienti colonizzati e invasi fa sì che la composizione floristica sia estremamente variabile, in dipendenza della formazione originaria sostituita e del grado di alterazione antropica. Nel PLIS i Robinieti costituiscono il principale tipo di bosco di latifoglie esotiche e più in generale la vegetazione più diffusa. Il ciliegio tardivo è specie originaria dell’America Nord-Occidentale. Introdotta nel 1922 nella Brughiera di Gallarate (Sartori, 1985), si è rapidamente diffusa nel varesotto, soprattutto nella zona planiziale e lungo la valle del Ticino. Attualmente non solo forma boschi più o meno puri o in associazione con altre specie esotiche, ma si trova assai frequentemente nelle aree a brughiera dell’Alta Pianura, nei castagneti delle colline moreniche e nei querceti a farnia delle valli fluviali. La specie tende a sostituire anche la robinia e dà luogo a formazioni strutturalmente caotiche (numerosi fusti piegati e contorti) e poco pregiate sia da un punto di vista ricreativo che economico (scarsa qualità del legno). Le formazioni ove il ciliegio tardivo è a netta prevalenza manifestano una forte povertà floristica, con la frequente scomparsa di molte specie dallo strato arbustivo ed erbaceo, quasi totalmente occupati dalla rinnovazione del ciliegio tardivo. Nel PLIS le formazioni a ciliegio tardivo sono in fase di espansione e tendono a soppiantare i Robinieti. La quercia rossa è una specie ad alta capacità rigenerativa per disseminazione, introdotta in Italia dal Nord America intorno al 1860. Presenta un apparato radicale notevolmente sviluppato e predilige suoli sciolti ed acidi, trovando l'optimum di diffusione nelle zone dei terrazzi alluvionali e delle colline moreniche. Qui risulta altamente competitiva rispetto alla farnia che, frequentemente, sostituisce nei Querceti acidofili dei terrazzi e in quelli mesofili della pianura. Nel PLIS la quercia rossa è poco diffusa ed è limitata a poche parcelle forestali in cui è stata introdotta.


VEGETAZIONE POTENZIALE
Acque aperte
Incolti erbacei
Boscaglie e arbusteti degradati
Boschi di latifoglie esotiche
Boschi di latifoglie misti
Boschi di querce
immagine di saettone