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logo del bosco del rugareto

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immagine di rospo comune
 


Il LOGO: figlio dei nostri figli
Un concorso nelle scuole ... e il marchio è fatto!

E’ormai una sana e testata consuetudine, nata alcuni anni fa con il Parco Rile Tenore Olona, quella di affidare il suggestivo compito di individuare il logo dei parchi sovracomunali, che stanno felicemente invadendo i nostri territori alle menti incontaminate dei nostri figli. L’esperienza di questi anni ci ha insegnato che la voglia di partecipare è molto forte e sentita, sia da parte delle istituzioni che da parte dei ragazzi; e questo è l’aspetto più interessante di queste iniziative.
In tal modo, infatti, il “parco” viene vissuto attivamente, anche nelle fasi della sua organizzazione e realizzazione e ciò lo fa sentire, ancora di più, parte integrante del nostro vivere quotidiano. Le numerosissime proposte grafiche che sono giunte dagli istituti dei vari comuni coinvolti sono sempre originali e “sincere”, ovvero sono lo specchio di quello che i nostri figli pensano di dover trovare nel loro parco.
La natura viene in queste proposte rappresentata in tutti i suoi aspetti e sfaccettature.
É sempre un arduo compito quello di determinare quale proposta grafica possa meglio delle altre rappresentare il territorio, la fauna e la vegetazione che lo caratterizzano e, non ultimo, quale sia anche la più adatta a diventarne il simbolo. Ovviamente la giuria incaricata ad operare la scelta definitiva del disegno era composta da persone che il territorio lo vivono, lo conoscono e lo amano.
Assessori, Sindaci ed insegnanti e, per la terza volta consecutiva, anche il sottoscritto in veste di professionista della grafica. A tale proposito vorrei sottolineare alcuni aspetti grafici utili a trasformare un disegno in un logo. Operata, infatti, la scelta più opportuna e condivisa dalla maggioranza dei componenti della giuria, il mio compito era quello di intervenire per far sì che il marchio potesse soddisfare le più basilari necessità grafiche che un logo deve avere.

Nel caso specifico del Parco del Rugareto la scelta è caduta su questo simpatico disegno proposto da Paolo Turconi, che ha individuato in una piccola raganella comodamente adagiata su una foglia di quercia, il testimonial ideale per rappresentare il Parco. Il disegno è stato ben composto ed interpretato e si apprezza subito anche lo sforzo di dare al disegno una semplicità ed un’immediatezza di lettura, aspetti molto importanti per un logo. Abbiamo quindi deciso che il nostro intervento grafico sarebbe stato contenuto e semplificato rispetto ad altre situazioni riscontrate in altri casi analoghi. Tuttavia abbiamo voluto ugualmente operare alcuni interventi che, a nostro avviso, avrebbero reso questo marchio ancora più interessante. Abbiamo iniziato con l’effettuare una scomposizione del disegno estrapolando i due elementi caratterizzanti, ovvero la rana e la foglia, per verificarne la corretta costruzione morfologica ed il risultato è stato sorprendentemente positivo. Infatti sia la foglia della quercia che la piccola rana erano stati disegnati rispettando perfettamente le loro rispettive caratteristiche.

Per la foglia abbiamo perfettamente ricalcato quella del disegno originale
(dis. 2 - 3 - 4), mentre la rana è stata trasformata non in un principe, ma in un rospo, molto più presente sul territorio del parco (dis. 5 - 6 - 7 - 8 - 9).
 

L’intervento più importante è stato invece quello riguardante la scelta cromatica effettuata da Paolo Turconi. Il verde è ovviamente il colore che più si addice a richiamare l’idea di un parco, che fa del verde e della natura la propria bandiera, purtroppo i mezzi a disposizione del disegnatore, non gli hanno permesso di scegliere due tonalità di verde sufficientemente diverse tra loro e questo ha compromesso l’intera leggibilità del marchio. Basta infatti allontanarsi leggermente dal disegno per perdere completamente di vista la raganella.


Quindi, il nostro compito, era quello di scegliere due verdi molto diversi e contrastanti, uno molto scuro e uno molto chiaro. Nonostante però i nostri svariati tentativi, la differenza tra le due tonalità non era sufficiente per separare la rana dalla foglia (dis. 10). La soluzione che alla fine ci ha convinto maggiormente è stata quella di utilizzare il bianco per la foglia lasciando però il verde come contorno
(dis. 11). Il secondo aspetto che poco ci convinceva era l’orientamento dell’intera composizione. Ovvero sia la rana che la foglia guardavano indietro, al passato, da destra verso sinistra. Questo orientamento non ci è sembrato adatto a rappresentare la nascita di un progetto. Un Parco nasce, infatti, con un obiettivo che non può che essere rivolto verso il futuro. Il futuro del territorio stesso nel quale risiede, il futuro delle persone che ci vivono, per tutte le generazioni a venire.
Nel linguaggio della grafica, si tende sempre a sottolineare questo aspetto, con un orientamento costruttivo del logo da sinistra a destra, meglio se anche leggermente ascendente. Quindi l’ultimo intervento da fare era quello di ruotare in senso orario l’intera composizione (dis. 12) e di finire inserendo il nome del parco.