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LA CHIESA DELLA BEATA VERGINE ANNUNCIATA



La chiesetta, collocata nella piazza principale del paese è dedicata alla Vergine Maria Annunciata.
L'oratorio tardo gotico ad aula unica con copertura a capanna, presenta finestre ogivali ed archetti trilobi e termina con un'abside rettangolare. All'interno, la struttura della copertura non è visibile in quanto si può ammirare un soffitto di legno cassettonato, finemente decorato.

L'edificio risale alla fine del trecento, così pure trecenteschi sono i frammentari motivi di decorazione alle pareti laterali interne, nascosti da successive opere di ridipintura. La parete frontale all'ingresso doveva essere l'unica pienamente decorata. La sua funzione è legata alle vicende medioevali del castello.
Era il diretto luogo di culto dei castellani, ed il suo cappellano era stipendiato dal signore per celebrarvi la messa.
La chiesetta era posta su un rialzo del terreno, lambito dalle acque del torrente Bozzente, che passava proprio dietro l'abside, rendendola planimetricamente ancor più collegata al castello. Al castello infatti guardava sia la porta principale sia la porta laterale. La sua funzione nella vita ecclesiastica di Cislago è legata alle vicende medioevali del castello.
Il documento più antico è del 4 luglio 1398, e ricorda la chiesetta sotto il nome della Beata Vergine Maria, con altare dedicato a S. Martino, la cui figura, nella iconografia tradizionale, è rintracciabile sotto la calce scrostata della parete di destra della cappella.
Questa presenza del ricordo di S. Martino, può dare un certo valore all'ipotesi di questo luogo di culto già al secolo VIII o IX , durante la presenza nelle terre del milanese del popolo franco, particolarmente legato a S. Martino di Tours, e tradizionalmente ritenuto diffusore della sua devozione nelle nostre terre.
Questo titolo può quindi indicare, con la sua chiara costruzione trecentesca, o una edificazione sulla precedente, o una edificazione ex novo, ma erede di quella già costruita in qualche parte di Cislago e poi demolita.
Secondo la tradizione ecclesiastica, infatti, il titolo di una chiesa non poteva mai scomparire, anche se la chiesa veniva demolita, ma doveva essere trasportato in un'altra chiesa. Della nuova costruzione del trecento non abbiamo comunque l'esatto anno di edificazione, ma solo il menzionato atto del 1398, in cui il Conte Maffiolo Visconti dota la chiesa di alcuni beni.
Gli anni della seconda metà del XVI secolo sono quelli in cui si ha una più chiara e completa descrizione della chiesa della Annunciata.
Essa infatti risulta composta di tre altari. Il maggiore, dedicato alla Madonna della Annunciazione e due minori, di cui uno dedicato a San Martino, e uno dedicato alla Madonna della Neve e San Giovanni Battista. I due altari minori vennero in seguito demoliti. Nessuna particolare nota sui suoi affreschi. Attualmente l'edificio è di proprietà dei Conti Castelbarco.

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